L'Italia è uno dei mercati del gioco online più regolamentati al mondo. A differenza di molti Paesi europei dove la regolamentazione è frammentaria o assente, il sistema italiano prevede un regime concessorio unico gestito dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), diretta da Roberto Alesse (riconfermato a dicembre 2025), che supervisiona ogni aspetto del gioco a distanza.
Il passaggio dalle vecchie licenze AAMS alle nuove concessioni GAD, entrato in vigore il 13 novembre 2025, ha rappresentato un punto di svolta. Il mercato è passato da oltre 300 siti autorizzati a 52 concessioni rilasciate a 46 operatori, generando 364 milioni di euro per l'erario — superando le previsioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Cosa cambia con le nuove concessioni GAD
La riforma ha introdotto cambiamenti strutturali importanti. Ogni operatore ha versato 7 milioni di euro suddivisi in due tranche (4 milioni all'aggiudicazione, 3 milioni all'avvio del servizio) e deve corrispondere un canone annuo pari al 3% dei ricavi netti da gioco. La concessione dura nove anni e non è rinnovabile, il che significa che il prossimo bando non è previsto prima del 2034.
Tra le novità più significative: l'eliminazione delle cosiddette “skin” (siti di terzi che operavano sotto la licenza di un concessionario), l'obbligo di registrazione tramite SPID o CIE per i nuovi conti, e il completamento della verifica dell'identità (KYC) entro 30 giorni, pena la sospensione del conto.
Cosa rende unico il sistema italiano
Il sistema GAD italiano si distingue per la separazione obbligatoria dei fondi: i depositi dei giocatori devono essere custoditi in conti separati dal patrimonio dell'operatore, garantendo che anche in caso di difficoltà finanziarie dell'azienda i fondi dei giocatori rimangano protetti. Ogni operatore deve inoltre implementare strumenti di gioco responsabile — limiti di deposito, autoesclusione temporanea o permanente, e avvisi di sessione — tutti obbligatori e non disattivabili dall'utente.
Un altro elemento distintivo è il monitoraggio del Return to Player (RTP). A differenza di quanto accade con operatori esteri non regolamentati, dove l'RTP dichiarato potrebbe non corrispondere a quello effettivo, in Italia ADM verifica periodicamente che i generatori di numeri casuali (RNG) siano conformi agli standard certificati. Quando un gioco dichiara un RTP del 96%, quel dato è verificato e verificabile.
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